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LE CHIUSURE

 

L’azienda agricola Le Chiusure è sita nel comune di San Felice del Benaco, sulle colline moreniche della Valtènesi, a poche centinaia di metri dal lago di Garda. Coltiviamo quattro ettari di vigneto e due di oliveto nella campagna di Portese, piccolo borgo affacciato sul golfo di Salò. Da trent'anni produciamo con la massima cura vini di territorio ed olio extra vergine d'oliva. Il nostro lavoro ci ha portato ad occuparci, con la stessa cura e attenzione, di paesaggio, tutela, cultura e identità.

Cento anni fa tre quarti dei terreni di Portese erano coperti dai vigneti

 

I vini della Valtènesi erano allora “molto ricercati a Brescia e fuori provincia”, e avevano un peso determinante nell'economia locale. 

Le vigne, insieme agli olivi,

disegnavano il paesaggio gardesano

Oggi non è più così. 
L’agricoltura -e in particolare la viticoltura- sono ai margini. L’obiettivo dei proprietari dei terreni attorno al lago più grande e più bello d’Italia si chiama edificabilità. Massimo incremento di valore con il minimo sforzo. Il nostro lavoro è in controtendenza. 

Vogliamo vedere rinascere i vigneti in Valtènesi

Abbiamo come obiettivo il continuo miglioramento qualitativo dei nostri prodotti. E ciò che ne consegue. Perché valorizzare il prodotto vino significa dare futuro al vigneto come forma di impiego della proprietà fondiaria e, in fin dei conti, tutelare il territorio e il paesaggio.

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I PRIMI ANNI

Di famiglia bresciana, mi sono laureato in Scienze agrarie all'Università di Firenze, molto deluso da uno studio soltanto teorico dell'agricoltura e da una scuola che non ci portava mai fuori dalle aule, nei campi e nei vigneti. Fu proprio la vigna poi a spiegarmi per quale ragione, qualche anno prima, avevo pensato di studiare l'agricoltura: il campo era un'altra cosa, molto più entusiasmante.

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UNA CUCINA RAFFINATA

 

Dal 1989, alla prima vendemmia, mi trasferii a Portese, dove dopo un anno mi raggiunse mia moglie Paola. Dopo qualche tempo all'attività di produzione di vino e olio affiancammo un piccolo agriturismo che offriva cene su prenotazione e vacanze in due confortevoli alloggi. Una cucina familiare, semplice ma raffinata nei particolari e attenta all'accostamento con i nostri vini, fu nei primi anni un ottimo veicolo promozionale per il nostro nome. Del 2001 la decisione di destinare a un terzo alloggio gli spazi della cucina, interrompendo un'attività di molte soddisfazioni ma assai impegnativa quando gestita, come era nostro desiderio, con le sole forze familiari.

UN'IMPRESA FAMIGLIARE

 

Abbiamo oggi circa quattro ettari di vigneto e due di oliveto dai quali ricaviamo poco più di ventimila bottiglie di vino e un migliaio di olio extravergine d'oliva. Le dimensioni contenute dell'azienda e l'elevato valore dei terreni nella zona ci conducono inevitabilmente a una continua ricerca per migliorare il prodotto: e questo, del resto, dà senso all'impegno di ogni giorno e si traduce nella gratificazione che, più del profitto, ci fa appassionare al nostro lavoro.

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TERROIR

 

 

Sul significato del termine Terroir è sempre in movimento un dibattito tra chi vuole restringerlo all’interazione tra vitigno e fattori ambientali (clima, suoli) caratterizzanti un determinato territorio, e chi invece vi include l’intervento dell’uomo come espressione di tradizioni e culture locali e come portatore di una personale esperienza interpretativa che poi influenza il risultato finale e cioè il vino. In Francia, dove questo concetto si è formato, si propende per questa accezione più estesa che è quella che anche noi preferiamo.

Il vino infatti non esiste di per sé in natura

ed è un prodotto della cultura umana

 
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CLASSICI E SENZA TEMPO

 

Aspiriamo a produrre vini che abbiano una loro identità e per i quali il gusto diffuso del consumatore non rappresenti il punto di riferimento prevalente.

Le nostre piccole dimensioni ci danno la libertà di non inseguire i cambi del gusto, spesso legati a mode incerte nella durata e nelle motivazioni 

Pensiamo a vini sapidi -i nostri terreni li possono dare- vini persistenti e riconoscibili nelle annate; che non mirano ad essere suadenti o accattivanti, ma che hanno come aspirazione quella di diventare, nel loro piccolo, dei classici. 

RESPONSABILITÀ

Quella del viticoltore si sta progressivamente trasformando in una professione all’incrocio tra produzione, protezione della natura e gestione del territorio. E, pur riconoscendo alla qualità del prodotto l’obiettivo fondamentale del nostro lavoro, la responsabilità che vogliamo assumerci in questi anni è anche quella di far sentire la nostra voce in difesa del paesaggio e della natura, non soltanto intesi come valore estetico e culturale ma come necessità vitale per noi e i nostri discendenti.

La responsabilità verso il nostro territorio fa parte di una responsabilità più ampia che sentiamo

verso il pianeta negli anni del global warming

e dell’emergenza ambientale

Le modalità di lavoro che adottiamo garantiscono continuità nel tempo al processo produttivo sui nostri terreni; il mantenimento della fertilità dei suoli, la ricerca di un impatto minimo sugli equilibri naturali e il rispetto dell’ambiente circostante fanno parte di un approccio sostenibile all’esercizio della coltivazione.
 Approccio che è fondato su principi certi e dimostrabili scientificamente.

VINO NATURALE

Una volta il vino era frutto del caso. Buone e cattive annate come Dio le mandava in terra. Poi è arrivato il vino industriale frutto della standardizzazione del processo.
 Ora è il tempo del ritorno ragionato alla natura, ma non al caso.
Vi sono oggi, e noi siamo tra quelli, numerosi produttori che si impegnano nei propri vigneti e nelle proprie cantine perché il risultato del loro lavoro sia il più possibile naturale, ovvero il meno possibile aggiustato dalla chimica o da qualsiasi "ingrediente" che non sia l'uva.

Non c’è bisogno dell’industria chimica

con i suoi concimi, diserbanti, antiparassitari e coadiuvanti enologici per produrre dei vini qualitativamente ineccepibili

Nel vigneto rispettano la vita, i terreni e le piante, cercando la perfetta maturazione e sanità del frutto. In cantina accompagnano la vita dei vini con l’obiettivo di azzerare o minimizzare l'uso di sostanze estranee alla loro composizione naturale.
 La loro cultura tende al rispetto per i processi naturali, al minimo impatto degli interventi, alla valorizzazione delle diversità. 

 

Il risultato di questo modo di pensare

è il vino naturale

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Dal 2019, dopo i tre anni di conversione,

 

i nostri vini e il nostro olio extravergine di oliva sono certificati biologici

Siamo felici di poterlo annunciare a tutti coloro che conoscono e acquistano i nostri prodotti, ma allo stesso tempo desideriamo che si sappia che

 

non è cambiato nulla rispetto al passato

nei nostri metodi di produzione

 

Come diciamo da tempo siamo “biologici” culturalmente da sempre e, se fino ad ora non avevamo certificato i nostri prodotti, è stato perché nei primi anni del movimento prevaleva una assai apprezzabile spinta ideale  che però spesso sostituiva un approccio professionale e andava a scapito della qualità del prodotto. 

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D’altro canto anche adesso che questo rischio non si corre più per l’alta qualità spesso raggiunta dal vino biologico, non vogliamo essere inclusi tra coloro che hanno iniziato a produrre biologico soltanto perchè sempre più mercati lo richiedono e lo premiano. Il rischio in questo caso è un approccio troppo povero di motivazioni ideali, etiche e che quindi per molti produttori il biologico sia soltanto uno strumento per raggiungere obiettivi commerciali. E quindi come comunicare la nostra scelta tra un idealismo che considera la qualità un optional e quello che potremmo definire “cinismo” del biologico.

 

Esiste una terza via che è la nostra

Che si nutre di idealità ma pratica un approccio professionale. 
Che coltiva una nicchia di mercato dove sono i rapporti di lunga data  e la conoscenza diretta e non le certificazioni a generare la fiducia di cui ci sentiamo gratificati. Che si è certificata per aggiungere i suoi ettari a un movimento che in Valtènesi sta crescendo. E che in definitiva ha reso visibile con la fogliolina verde europea ciò che facevamo da sempre.

 
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BON LIEU A VIGNES

Diamo grande importanza a che appaia evidente il legame tra luogo d’origine e prodotto.
 Quello che i francesi chiamano il bon lieu à vignes - il luogo vocato alla vigna - deve trasferire ai vini la sua peculiarità, renderli riconoscibili.

Questo concetto, il “buon luogo” normalmente riferito alla singola vigna può essere esteso al territorio, particolarmente adatto alla coltivazione dell’uva da vino. I terreni di morena non troppo fertili e la loro origine glaciale, l’esposizione che riceve la luce sin dal mattino e il continuo soffio delle brezze del lago, assicurano al vigneto in Valtènesi condizioni ottimali per gli obiettivi di sanità e maturazione, consacrando la sua vocazione produttiva. 

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VALTÈNESI

Valtènesi è il nome storico del territorio collinare a ovest del lago di Garda e, dal 2011, è anche divenuto il nome della denominazione d’origine controllata (doc) dei vini della zona. 

La zona di produzione è costituita dal territorio dei comuni della Valtènesi storica (San Felice, Puegnago, Manerba, Polpenazze, Moniga, Soiano, Padenghe) allargato alla cerchia di colline moreniche retrostanti con terreni dalle caratteristiche pedologiche similari. Per sintetizzare: le colline tra Salò e Desenzano.

 
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UVA PERFETTA

Portare in cantina un grappolo perfetto, sano e maturo, è l’obiettivo di ogni anno di lavoro nella vigna. 
Accompagnare al meglio la maturazione dei grappoli in una buona annata e minimizzare gli effetti negativi di una stagione difficile è questione di dettagli. Negli anni abbiamo dedicato tutta la nostra cura al perfezionamento di un metodo di lavoro che descriviamo nei paragrafi seguenti per chi volesse saperne di più.  

 
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VALTÈNESI

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ROSETI

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VALTÈNESI

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CAMPEI

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MALBORGHETTO

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Sapidi, integri, consistenti
con il profumo della Valtènesi
e la luce del lago di Garda

I nostri vini provengono tutti da diverse combinazioni dei vitigni che coltiviamo. La maggior parte - due rossi e due rosati - portano il nome della denominazione d’origine controllata Valtènesi, e sono quindi vini territoriali nei quali è prevalente il vitigno autoctono Groppello.

 

Il Valtènesi rosé, di un rosa pallido, elegante e delicato, è composto per oltre il 50% dal  Groppello. Roseti, prodotto solo in certe annate anni, nasce dalle vigne più vecchie de Le Chiusure e da un pensiero rivolto alla longevità di un vino rosa. 

Valtènesi e Campei sono due diverse espressioni del vino rosso di territorio: fresco e fruttato il primo (Groppello al 70%), viene imbottigliato a un anno dalla vendemmia; più concentrato e complesso il secondo (Groppello al 50%), matura nel legno ed è pronto generalmente un anno più tardi, con un buon potenziale per l’invecchiamento. In questi vini sono presenti anche uve di Barbera e Sangiovese e, solo nel Campei e in modesta percentuale, il Rebo.

 

Malborghetto è invece un blend di Rebo e Merlot che si inserisce a pieno titolo nel solco della tradizione dei grandi rossi italiani da invecchiamento.

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VALTÈNESI

 

Tonalità rosa pallido
e fragrante bouquet di fiori
per un rosé moderno, elegante e delicato

Valtènesi rosa nasce dal Groppello e da una tradizione ormai secolare. Ma allo stesso tempo è il vino che ci colloca in una ricerca di gusto europea, nel mondo dei “pale rosé” del Sud Francia e, speriamo si possa dire presto, del Garda: rosati sempre più rosa e sempre più lievi nell’intensità cromatica, profumati di fiori e di frutta, eleganti e delicati al gusto e capaci di conquistarsi finalmente uno spazio nell’immaginario di chi ama il vino.

VALTÈNESI

 

Saporito, fresco e fruttato,
prevale il carattere del Groppello,
uva autoctona di territorio

Il Groppello, dominante in Valtènesi, è la nostra radice nel passato, il nostro legame con queste colline che guardano da ovest il lago: la prova della nostra appartenenza al luogo, il punto di partenza di ogni discorso che possiamo fare sul vino. Se il Valtènesi è autentico, dal suo colore rosso “che ci vedi attraverso” all’immediatezza del suo sapore schietto, tutto il nostro lavoro è vero e ha un senso.

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CAMPEI

 

Sapido, vivace e al tempo stesso
concentrato e complesso,
un Valtènesi che si arricchisce nel tempo

Come chiave di lettura del Campei vorrei offrire la sua etichetta dove il motivo grafico è un ingrandimento delle pietre del muro che chiude il nostro vigneto. Le pietre sono la nobiltà dei vigneti, la matrice minerale da cui derivano i terreni e quindi il carattere dei vini che ne provengono. Il Campei nella mia immaginazione affonda le sue radici tra i sassi dei terreni delle nostre colline e ne trae la sua sapidità fragrante e un corpo/spirito robusto e capace di invecchiare ma allo stesso tempo lieve.

ROSETI

 

Nel pensiero all’origine di Roseti
il corpo, il succo e la longevità 
che non ci si attendono in un vino rosa

Da qualche anno in Valtènesi abbiamo un obiettivo: vogliamo diventare (a dire il vero un pò già lo siamo diventati) il territorio di riferimento qualitativo e progettuale per quanto riguarda i vini rosati in Italia. Roseti nasce all’interno di questa ricerca: un vino rosa versatile nell’abbinamento ai cibi che viene dalle più vecchie vigne aziendali, con un diverso equilibrio varietale e pratiche enologiche tese a donargli struttura e durata nel tempo.

MALBORGHETTO

Intenso e profondo nel colore e nel gusto,
il Malborghetto cerca la sua strada
nel solco della tradizione dei grandi rossi italiani

Infine il Malborghetto, obiettivo durata nel tempo, alcolicità e concentrazione del succo che ci hanno già consentito degustazioni verticali di dieci annate. La presenza di uve come il Rebo e il Merlot conferisce a questo vino un carattere suo e l’impronta del terroir si nasconde un poco dietro alla presenza forte dei vitigni. E’ il meno tipico dei nostri vini, la nostra interpretazione di appassionati del grande vino rosso classico.

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OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

 

Infine a Le Chiusure si coltivano anche circa 320 olivi di varietà Casaliva, Leccino e Pendolino dai quali si ottiene olio extravergine d’oliva, pura essenza dell’albero simbolo del paesaggio gardesano. 
Le olive vengono raccolte precocemente e molite alla nostra presenza presso il frantoio cooperativo di cui siamo soci. L'olio ricavato dalle nostre olive viene filtrato prima di tornare nella nostra sede aziendale per essere imbottigliato

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Nel vigneto e in cantina,

parlando con il vignaiolo

Le Chiusure sta da qualche anno sviluppando una proposta di visite e degustazioni in azienda con l'obiettivo di raccontare il lavoro nel vigneto e in cantina, di promuovere la conoscenza del vino di territorio e di offrire un servizio al turismo gardesano.


Da aprile a settembre, ogni martedì alle 18, vi invitiamo a trascorrere un'oretta in azienda con passeggiata nel vigneto, visita alla cantina e degustazione in giardino dei vini e dell'olio extravergine con piccolo buffet.

Operative su richiesta di gruppo, anche in abbinamento a buffet: degustazioni cieche, verticali di varie annate dei rossi da invecchiamento, degustazioni con particolare attenzione all'abbinamento cibo/vino.

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PREZZI E MODALITÀ DI CONSEGNA

 info@lechiusure.net